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Moduli Integrati

In una nuova costruzione perché prevedere il fotovoltaico già in fase di progetto?

integratoFacciate, tetti, pensiline o altri tipi di coperture fotovoltaiche consentono di disporre di quantità anche ragguardevoli di energia elettrica, con conseguenti risparmi economici e, nello stesso tempo, mostrano, la "sensibilità ambientale" del proprietario dello stabile.

Non è infatti un caso che questi sistemi sono spesso installati nei palazzi degli uffici di società che vedono nel fotovoltaico un ottimo mezzo per "elevare" l’immagine dell’azienda.

Nella costruzione di un nuovo edificio, sia esso adibito ad abitazione, uffici, industria, ecc., la considerazione progettuale preventiva dell’utilizzo dei “moduli fotovoltaici integrati” nella realizzazione della struttura stessa comporta considerevoli vantaggi:

  • I moduli fotovoltaici integrati in un edificio non richiedono spazio addizionale; questo riduce i costi e l'utilizzo del suolo.
  • Se i moduli fotovoltaici sono integrati in un edificio (come una facciata o un tetto) elementi convenzionali dell'edificio che sarebbero richiesti possono essere omessi (come intonaci di finitura, vetrate o tegole)
  • Un inserimento di elementi fotovoltaici ben progettato architettonicamente può migliorare l'aspetto dell'edificio e può essere una pregevole caratteristica estetica
  • Generalmente un edificio con elementi fotovoltaici integrati è immediatamente percepibile e spesso stimola discussioni ed imitazioni.
  • L'uso di sistemi fotovoltaici in un edifici è un'affermazione molto visibile dell'interesse dei proprietari verso i temi del risparmio energetico e della difesa dell'ambiente.

Uno studio della Commissione Europea ha rilevato che in Italia la superficie di tetti disponibili (con orientamento verso Sud, Est o Ovest) è di 370.000.000 mq, mentre quella delle facciate è di quasi 200.000.000 mq. Se questi spazi fossero coperti da moduli fotovoltaici, sarebbe possibile produrre circa 130 TWh/anno, vale a dire 130 mila milioni di kWh l’anno, pari al consumo annuo di energia elettrica di oltre 30 milioni di famiglie (considerando una media di 4.000 kWh/anno per nucleo familiare). Sono ovviamente calcoli ipotetici, ma che fanno comunque ben comprendere l’enorme potenziale offerto da simili applicazioni. Il massimo irraggiamento solare è ottenibile, alla nostra latitudine e su base annua, orientando l’impianto fotovoltaico verso Sud e inclinandolo, rispetto all’orizzontale, di circa 30°.

Spesso però s’interviene su edifici già esistenti che non presentano superfici, disponibili ad accogliere i moduli fotovoltaici, correttamente orientati. Rivolgendo ad esempio l’impianto verso Est o Ovest si perde circa il 10 % dell’energia massima ottenibile rispetto ad un preciso orientamento a Sud (con riferimento ad un’inclinazione di 30°).

Nel caso in cui la superficie su cui si applica l’impianto fotovoltaico fosse verticale, se l’orientamento è verso Sud si perde circa 1/3 dell’irraggiamento solare annuale disponibile (rispetto alla massima captazione di energia che si verifica con l’inclinazione di 30° a Sud), mentre se è verso Est o Ovest solo il 55 % dell’energia disponibile è effettivamente sfruttabile.

L’integrazione degli impianti solari fotovoltaici negli edifici rappresenta quindi un’interessante novità sia per quanto riguarda il design delle costruzioni che per la loro produzione energetica.

 

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