Data center energivori: in Lombardia una legge regionale dedicata
Lo sviluppo delle infrastrutture digitali compie un passo decisivo verso la sostenibilità del territorio. Con l’approvazione della Legge regionale n. 11 del 3 giugno 2026, la Lombardia introduce il primo codice organico dedicato alla regolamentazione, all’ampliamento e al monitoraggio dei “centri dati”, ovvero i famigerati Data Center. La nuova normativa delinea una strategia chiara per coniugare l’espansione tecnologica con la tutela delle risorse ambientali, l’efficienza energetica e il recupero del patrimonio edilizio esistente.
La legge individua aree preferenziali per i nuovi insediamenti, come gli ambiti di rigenerazione urbana, i siti industriali dismessi e le aree contaminate o inutilizzate, limitando il consumo di nuovo suolo agricolo. Per le strutture che comporteranno un impatto sul suolo rurale sono previsti forti incrementi dei contributi di costruzione, destinati a finanziare misure di compensazione ecologica. Al contrario, i progetti che scelgono la strada del recupero beneficiano di importanti pacchetti premiali, che includono corsie autorizzative preferenziali e agevolazioni economiche.
La gestione energetica rappresenta il fulcro del provvedimento. Ogni nuovo progetto o ampliamento deve essere accompagnato da una relazione dettagliata volta a dimostrare come si intende massimizzare l’uso di fonti rinnovabili in sito.
Tra i criteri fondamentali spicca il ricorso a fonti energetiche a impatto carbonico neutrale e l’adozione di sistemi per il recupero del calore di scarto dei sistemi di raffreddamento, da convogliare verso reti di teleriscaldamento, utenze pubbliche o comunità energetiche rinnovabili. Per la gestione idrica, la norma promuove tecnologie ad alta efficienza che escludano l’uso di acqua potabile, incentivando il riciclo.
Un meccanismo di grande interesse per lo sviluppo sostenibile riguarda le strutture di grandi dimensioni, superiori ai 10 MW, qualificate come insediamenti di rilevanza sovracomunale. Per queste opere è previsto un iter di concertazione territoriale; la potenza degli impianti fotovoltaici installati direttamente sull’area del data center viene scomputata dal computo totale. Questo permette alle strutture che investono nell’autoconsumo e nella generazione pulita in sito di accedere a procedure autorizzative decisamente più snelle e rapide.
Il commento di Cristian Malavasi, Direttore di Elettrica Rogeno: “I data center consumano enormi quantità di energia e non possiamo più permetterci di alimentare queste strutture senza una pianificazione pulita. Lo scomputo della potenza fotovoltaica dal calcolo dei vincoli regionali è lo strumento più concreto di questa legge: dice chiaramente agli operatori che prima investono sulle rinnovabili in sito, prima ottengono le autorizzazioni per lavorare.”
Il commento di Mario Corti, CEO di Elettrica Rogeno: “Dal 1999 misuriamo i vantaggi dell’autoproduzione energetica sul territorio. Questa norma impone una svolta necessaria: l’obbligo di presentare una relazione energetica dettagliata costringe a considerare l’efficienza e il fotovoltaico non come opzioni secondarie, ma come requisiti fondamentali per poter aprire e gestire un’attività industriale oggi in Lombardia.”
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Fonte: legislazionetecnica.it

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