Leadership femminile: un’opportunità per far crescere imprese e territori
Quando si parla di imprenditoria femminile, il rischio è ridurre il dibattito a una questione di quote o di rappresentanza. In realtà il tema è molto più ampio: riguarda il modo in cui le imprese crescono, affrontano il cambiamento e contribuiscono allo sviluppo del territorio in cui operano.
Sono Alessandra Negri e in Elettrica Rogeno mi occupo di risorse umane, amministrazione e comunicazione. Da diversi anni seguo anche il percorso della nostra azienda sui temi della parità di genere e dell’inclusione. Per questo ho accolto con interesse il convegno “Impresa Donna: ieri, oggi e domani”, ospitato presso la Sala Rossa del Consorzio BIM di Porlezza lo scorso sabato 20 giugno, che ha riunito imprenditrici, rappresentanti delle istituzioni e professionisti per confrontarsi sul valore della leadership femminile e sulle sfide che attendono le imprese.
L’iniziativa ha affrontato temi centrali per il futuro del tessuto imprenditoriale italiano: l’accesso al credito, la governance aziendale, il ricambio generazionale, la sostenibilità, il capitale umano e la formazione. Argomenti diversi tra loro, ma accomunati da un elemento fondamentale: la qualità delle persone che guidano le organizzazioni.
Tra gli interventi è emersa una convinzione condivisa. L’imprenditoria femminile non rappresenta un settore separato dell’economia, ma una componente essenziale della sua crescita. Investire nelle competenze delle donne significa rafforzare la competitività delle aziende e rendere più solide le comunità in cui operano.
A dare valore al confronto è stata anche la pluralità delle esperienze portate dai relatori. Marco Baruffato, promotore dell’iniziativa insieme a BK Comunicazione, BB Creative e al progetto ImprendiGiovani, ha sottolineato l’importanza di creare occasioni di dialogo concrete tra imprese, istituzioni e nuove generazioni. Antonella Mazzoccato, presidente del Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile Como-Lecco, ha evidenziato il ruolo strategico della formazione e delle reti di collaborazione per accompagnare la crescita delle imprese guidate da donne.
Gloria Bianchi, della Bianchi geom. Dante Srl, ha condiviso l’esperienza di un percorso imprenditoriale sviluppato nell’arco di oltre trent’anni, ricordando come la sostenibilità non possa limitarsi agli aspetti ambientali, ma debba comprendere anche quelli sociali, economici e territoriali. Valeria Brambilla, de La Mercurio Srl, ha invece richiamato l’attenzione sul valore della cultura d’impresa, del capitale umano e di strumenti come il bilancio ESG e la certificazione per la parità di genere, sempre più importanti per la governance e la competitività delle aziende.
A completare il panel è stato l’intervento di Renata Apareçida Vicari, del Rotary Club Mantova Sud e RAV&, che ha offerto un ulteriore contributo al confronto sui temi della crescita professionale e della leadership.
Accanto alle testimonianze imprenditoriali, il convegno ha visto la partecipazione dei consiglieri regionali Anna Dotti e Sergio Gaddi, della Consigliera Provinciale di Parità Federica Peraboni e della presidente di ASC Como Valentina Signorello. La presenza delle istituzioni ha confermato come la promozione dell’imprenditoria femminile rappresenti una sfida condivisa, che richiede il contributo del mondo economico, delle amministrazioni pubbliche e della società civile.
A chiudere il pomeriggio sono stati la presentazione dell’ebook “Cambiare, non resistere” e del progetto ImprendiGiovani, iniziativa dedicata ad accompagnare i giovani nel loro percorso professionale e imprenditoriale. Un messaggio significativo: costruire un futuro più inclusivo significa sostenere chi oggi si affaccia al mondo del lavoro, trasmettendo competenze, fiducia e una cultura d’impresa capace di valorizzare il talento in tutte le sue forme.

Ho trovato particolarmente significativa anche la riflessione sul concetto di sostenibilità. Oggi siamo abituati ad associarla soprattutto alla tutela dell’ambiente, ma una vera cultura della sostenibilità comprende anche la dimensione sociale: la capacità di valorizzare le persone, creare ambienti di lavoro rispettosi, favorire la crescita professionale e costruire organizzazioni capaci di durare nel tempo.
È una visione nella quale mi riconosco profondamente.
Lavoro da molti anni in un settore, quello del fotovoltaico e dell’energia, che è stato storicamente caratterizzato da una prevalenza maschile. Negli ultimi anni qualcosa sta cambiando, ma credo che il cambiamento più importante non riguardi il numero di donne presenti nelle aziende. Riguarda soprattutto il modo in cui vengono valorizzate le competenze.
La leadership non è una questione di genere. È responsabilità, capacità di ascolto, preparazione, visione e disponibilità a prendere decisioni anche nei momenti più complessi. Sono qualità che appartengono alle persone, non agli uomini o alle donne.
Per questo motivo, in Elettrica Rogeno abbiamo scelto di investire nella costruzione di una cultura aziendale fondata sulle pari opportunità concrete. Il conseguimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 rappresenta una tappa importante del nostro percorso, ma non il suo traguardo. Ogni giorno lavoriamo affinché processi di selezione, percorsi di crescita professionale e sistemi di valutazione siano basati sulle competenze e sul merito.
Credo che un’impresa moderna debba saper creare le condizioni perché ogni persona possa esprimere il proprio potenziale, indipendentemente dal genere, dall’età o dal percorso personale. È questo il modo migliore per attrarre talenti, costruire fiducia e affrontare con successo le trasformazioni che attendono il nostro sistema economico.
Il convegno di Porlezza ha ricordato anche l’importanza delle reti tra imprese, della formazione continua e del dialogo tra generazioni. Sono aspetti che condivido pienamente. Nessuna azienda cresce da sola: la collaborazione, lo scambio di esperienze e la capacità di imparare gli uni dagli altri rappresentano un patrimonio prezioso per tutto il territorio.
La parità di genere non è soltanto un obiettivo sociale. È una scelta che rende le organizzazioni più forti, più credibili e più preparate ad affrontare il futuro. Continuare a promuovere una leadership inclusiva significa investire nelle persone e, di conseguenza, nella qualità delle nostre imprese.
È un percorso che richiede impegno, costanza e visione. Ma sono convinta che sia una delle strade più importanti per costruire aziende capaci di crescere insieme alle persone che ne fanno parte.
Fonte: CiaoComo.it

HR Manager e CFO di Elettrica Rogeno, Alessandra si occupa di amministrazione, finanza, risorse umane e comunicazione. Promuove una cultura aziendale inclusiva e attenta alle persone. La parità non è un punto di arrivo, ma un percorso che costruiamo insieme.




