Coperture a shed per capannoni industriali e impianti fotovoltaici

Coperture a shed per capannoni industriali: una soluzione architettonica al servizio del risparmio energetico

  • 17 Ago 2026

Negli ultimi quindici anni la copertura a shed è tornata protagonista nella progettazione e nella riqualificazione dei capannoni industriali. Non si tratta di una moda passeggera: la conformazione a falde inclinate si rivela particolarmente adatta ad accogliere un impianto fotovoltaico o un impianto solare termico, e questo spiega il numero crescente di riconversioni che si osservano nel settore.

Molte aziende stanno sostituendo le tradizionali coperture a coppelle proprio con strutture a shed, mentre l’orientamento delle falde si sta progressivamente spostando da sud-est a sud-ovest, una scelta che consente di sfruttare meglio le ore pomeridiane di insolazione e di allinearsi ai profili di consumo energetico tipici delle attività produttive.

Anche noi di Elettrica Rogeno abbiamo già realizzato diversi impianti fotovoltaici aziendali su capannoni con copertura a shed, e sempre più spesso riceviamo domande da parte di potenziali clienti che vogliono capire se questa soluzione sia adatta al proprio stabilimento. Un interesse che nasce da ragioni molto concrete, legate al risparmio energetico, ai costi di gestione e alla possibilità di produrre energia direttamente sul luogo di lavoro.

Scopri gli impianti realizzati sui tetti con coperture a shed di capannoni delle aziende nostre clienti come la Todeschini Mario Srl di Cesana Brianza (LC), la Cifra SpA di Verano (MB), la Gastaldi Spa di Merone (CO), la Tessitura Fratelli Giussani SpA di Missaglia (LC) e lo Scatolificio Pirovano Srl di Lecco.

Pannelli Viessmann Vitovolt 300 installati in impianto fotovoltaico aziendale a Missaglia (LC) presso Tessitura Fratelli Giussani SpA
Impianto fotovoltaico sul tetto a shed della Tessitura Fratelli Giussani SpA di Missaglia (LC).

Cos’è oggi una copertura shed e perché nasce così

Una copertura shed è una tipologia costruttiva a falde asimmetriche, disposte in sequenza a dente di sega lungo tutta l’estensione del capannone. Ogni modulo è composto da una falda più ampia, generalmente orientata a sud, e da una più corta e ripida, rivolta a nord e spesso vetrata. Questa configurazione garantisce un’illuminazione naturale diffusa e costante all’interno degli ambienti produttivi, sfruttando la luce indiretta proveniente da nord ed evitando l’abbagliamento diretto tipico dell’esposizione a sud.

Il risultato è un ambiente di lavoro luminoso durante tutte le ore diurne, con una riduzione significativa del ricorso all’illuminazione artificiale. Questo aspetto rappresenta già di per sé il primo tassello del risparmio energetico legato agli shed: meno ore di illuminazione elettrica significano minori consumi e minori costi in bolletta, un beneficio che si somma nel tempo su superfici produttive spesso estese migliaia di metri quadrati.

Quello relativo all’illuminazione è infatti solo uno dei tanti vantaggi offerti dalle coperture a shed, che mettono a disposizione la possibilità di aerare i locali con facilità e senza che ci sia bisogno di sistemi di ventilazione forzata. I risultati sono facili da intuire: livelli di comfort ottimali e ambienti vivibili, specialmente nei mesi estivi, quando il ricambio d’aria naturale diventa un elemento determinante per la salubrità degli spazi di lavoro e per il benessere di chi li vive ogni giorno.

Capannone industriale con coperture a shed sfruttate per l'installazione di un impianto fotovoltaico
Impianto fotovoltaico su una copertura a shed (immagine realizzata da ChatGPT).

La falda sud: una superficie strategica per il fotovoltaico

Se la falda nord degli shed resta tradizionalmente dedicata alla luce naturale, la falda sud si trasforma in una superficie di grande valore per l’installazione di un impianto fotovoltaico. L’orientamento verso sud, oggi sempre più spesso declinato verso sud-ovest, e l’inclinazione già presente nella struttura permettono di avvicinarsi ai parametri ottimali di produzione energetica senza dover intervenire con strutture di supporto aggiuntive, che comporterebbero costi di installazione più alti e un carico statico superiore sulla copertura.

Un capannone con copertura shed può quindi ospitare un impianto fotovoltaico che si inserisce in modo naturale nella sua geometria, sfruttando superfici che altrimenti resterebbero inerti dal punto di vista energetico. Per le aziende del settore industriale si tratta di un’opportunità concreta per autoprodurre energia, ridurre la dipendenza dalla rete elettrica e contenere i costi operativi, in un contesto in cui il prezzo dell’energia resta una voce di spesa rilevante nei bilanci aziendali.

Pannelli solari SunPower in impianto fotovoltaico aziendale a Cesana Brianza (LC)
Pannelli fotovoltaici installati su tetto con copertura a shed del nostro cliente Todeschini Mario Srl.

Risparmio energetico e continuità produttiva

Un impianto fotovoltaico installato su una copertura shed ben progettata consente di coprire una parte significativa del fabbisogno energetico diurno dello stabilimento, in particolare nelle fasce orarie che coincidono con l’attività produttiva. Questo aspetto è particolarmente rilevante per le aziende che lavorano su turni giornalieri, dove il consumo di energia si concentra proprio nelle ore di massima produzione solare.

La combinazione tra illuminazione naturale, aerazione spontanea e autoproduzione fotovoltaica genera un effetto cumulativo sul risparmio energetico complessivo dell’edificio. Si tratta di un sistema in cui la struttura stessa del capannone lavora a favore del risparmio, riducendo la necessità di soluzioni impiantistiche più invasive o costose. Non male, vero?

Pannelli solari SunPower Maxeon Comm 400 installati in impianto fotovoltaico aziendale a Verano Brianza (MB)
Impianto fotovoltaico su tetto con coperture a shed realizzato per Cifra SpA nel 2022.

Micro shed e macro shed: due scale diverse per la stessa soluzione

Non tutte le coperture a shed sono uguali, e la differenza principale tra una copertura micro shed e una macro shed riguarda le dimensioni geometriche, la scala strutturale e l’intensità dell’illuminazione zenitale dei moduli a dente di sega. La copertura micro shed presenta falde e denti di sega più piccoli e ravvicinati, con finestrature continue spesso realizzate in policarbonato alveolare o vetro, inserite su profili leggeri: il risultato è un’illuminazione naturale molto fitta, costante e distribuita in modo uniforme su spazi di dimensioni contenute.

La copertura macro shed, al contrario, è pensata per edifici industriali molto vasti: presenta campate e falde di grande luce, spesso oltre i 15-30 metri, sostenute da travi prefabbricate di grandi dimensioni in calcestruzzo armato. Si tratta di una struttura pensata per gestire volumi d’aria superiori e carichi maggiori, che integra spesso sistemi complessi per la raccolta delle acque piovane.

La scelta tra le due soluzioni dipende quindi dalle dimensioni del capannone, dal tipo di attività svolta al suo interno e dal fabbisogno di luce naturale e ricambio d’aria richiesto dagli spazi produttivi.

Pannelli solari SunPower Maxeon 3 430Wp installati in impianto fotovoltaico aziendale presso Gastaldi Spa a Merone (CO)
Pannelli fotovoltaici installati nel 2023 sul tetto con copertura a shed di un capannone della Gastaldi Spa.

Le origini della copertura a shed

Per capire perché questa struttura si presti così bene all’energia solare vale la pena ripercorrerne brevemente la storia. La copertura a shed, detta anche a dente di sega, nasce a metà del XIX secolo, tra il 1840 e il 1850, in Gran Bretagna, nel pieno della Rivoluzione Industriale. A perfezionarne la progettazione fu, tra gli altri, l’architetto e ingegnere britannico William Fairbairn, figura di riferimento nell’edilizia industriale dell’epoca.

Il contesto era quello delle grandi fabbriche tessili e delle officine meccaniche, edifici che avevano bisogno di ampi spazi liberi da colonne interne e, soprattutto, di una fonte di luce naturale affidabile in un’epoca in cui l’energia elettrica non esisteva ancora. Il nome stesso, shed, deriva dal termine inglese che indica un capannone o una tettoia, a richiamare la struttura aperta e ripetuta che caratterizza questi edifici. Le vetrate verticali venivano orientate a nord per ricevere una luce solare soffusa e uniforme durante tutto l’arco della giornata, evitando l’abbagliamento dei lavoratori e limitando il surriscaldamento dei macchinari, un problema tutt’altro che secondario nelle officine ottocentesche.

Pannelli solari SunPower MAXEON 6 475WP installati in impianto fotovoltaico aziendale a Paderno d'Adda (LC)
Impianto fotovoltaico installato nel 2024 sul tetto a shed dello Scatolificio Pirovano Srl.

Il tema della riqualificazione: dagli shed datati agli shed di nuova generazione

Molti capannoni industriali con coperture shed risalgono a decenni fa e presentano oggi criticità che vanno ben oltre l’aspetto estetico. Materiali datati, isolamento termico insufficiente e, in molti casi, la presenza di eternit rendono necessario un intervento di riqualificazione. L’eternit è stato per decenni uno dei materiali più utilizzati nelle coperture industriali, ma la sua composizione a base di amianto lo rende oggi un elemento pericoloso per la salute, la cui rimozione e il cui smaltimento richiedono procedure specifiche affidate a operatori qualificati.

In questi contesti, la sostituzione della copertura diventa l’occasione per progettare contestualmente l’installazione dell’impianto fotovoltaico, con benefici su tempi e costi complessivi. Un intervento di questo tipo consente di agire su più fronti insieme: la bonifica dai materiali non più a norma, il miglioramento dell’isolamento termico dell’edificio, la riduzione delle dispersioni energetiche e l’inserimento di un sistema di produzione fotovoltaica pensato fin dall’origine per la nuova struttura. Il risultato è un capannone che diventa esso stesso parte attiva del proprio bilancio energetico, oltre che un ambiente di lavoro più sicuro per chi lo vive ogni giorno.

Elettrica Rogeno veri esperti del fotovoltaico

Perché conviene valutare oggi questo tipo di intervento

Le variabili in gioco, dal costo dell’energia agli incentivi disponibili per la riqualificazione industriale, rendono questo momento particolarmente favorevole per valutare un intervento sulle coperture shed. Ogni capannone ha caratteristiche proprie, in termini di superficie disponibile, orientamento, stato della copertura esistente e fabbisogno energetico, che richiedono un’analisi puntuale prima di definire la soluzione più adatta.

Per le aziende che vogliono coniugare produttività, riduzione dei costi energetici e attenzione alla sostenibilità, la copertura shed rappresenta un punto di partenza già favorevole: una struttura che, se progettata e riqualificata con criterio, può trasformarsi in una delle principali fonti di risparmio energetico dell’intero stabilimento.

Un intervento di questo tipo coinvolge competenze diverse, che raramente si trovano in un’unica azienda. La parte strutturale, dalla sostituzione della copertura alla posa dei nuovi pannelli in lamiera o in policarbonato, è tipicamente affidata a imprese edili specializzate in coperture industriali o a ditte di lattoneria e carpenteria metallica, abituate a lavorare su grandi campate e su strutture prefabbricate. Quando la copertura esistente contiene eternit, è necessario coinvolgere un’impresa abilitata alla bonifica dell’amianto, in possesso delle autorizzazioni previste dalla normativa per la rimozione e lo smaltimento del materiale.

La parte impiantistica, che riguarda la progettazione e l’installazione del sistema fotovoltaico, è invece il nostro campo. Come Elettrica Rogeno ci occupiamo direttamente dell’installazione dell’impianto, dimensionandolo in base al fabbisogno energetico dello stabilimento e seguendo allacciamenti e pratiche necessarie. Quando il progetto richiede anche la parte edile e la bonifica della copertura esistente, possiamo coordinare l’intero cantiere insieme a società partner di nostra fiducia, così da offrire ai clienti un unico interlocutore per tutte le fasi dell’intervento, dalla bonifica alla posa della nuova copertura fino alla messa in funzione dell’impianto, evitando tempi morti tra una lavorazione e l’altra.

Vuoi capire se il tuo capannone con copertura shed è pronto per un impianto fotovoltaico? Contattaci via email o telefono per una valutazione tecnica personalizzata.

Abbiamo diverse soluzioni da proporre alle aziende che desiderano sfruttare il tetto di uno o più dei propri capannoni per produrre energia elettrica per l’autoconsumo. Dai pannelli fotovoltaici SunPower Performance 7, specificatamente studiati per realtà business, ai sistemi di accumulo per impianti industriali di ultima generazione come il Fronius Reserva Pro o il SolarEdge CSS-OD 107.

Fronius Reserva Pro è una batteria commerciale modulabile.

Articolo corretto, ampliato, revisionato e finalizzato da Alessio Valsecchi su una struttura e una prima bozza generate da Claude AI. Immagine in evidenza creata da ChatGPT.

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