Global Gender Gap Report 2025

Global Gender Gap Report 2025: cosa possiamo imparare dai paesi più virtuosi

  • 27 Feb 2026

Quando si parla di parità di genere, l’Islanda è ormai diventata un punto di riferimento mondiale. Da anni guida il Global Gender Gap Index, seguito da Norvegia, Finlandia e Svezia. Ma cosa rende questi paesi così efficaci nel ridurre le disuguaglianze tra uomini e donne? E soprattutto, quali lezioni possiamo trarre per applicarle anche in realtà più piccole, come le PMI italiane?

Mi chiamo Alessandra Negri e in Elettrica Rogeno mi occupo di risorse umane, amministrazione e comunicazione. Seguo da vicino i temi legati alla parità di genere con l’obiettivo di promuovere un ambiente di lavoro equo e inclusivo. In questa rubrica “Parità e inclusione” condivido riflessioni e spunti concreti che possono aiutarci a costruire, passo dopo passo, una cultura aziendale più equa.

Il Global Gender Gap Index, pubblicato annualmente dal World Economic Forum, misura le differenze tra uomini e donne in quattro aree fondamentali: economia, istruzione, salute e rappresentanza politica. I dati ci dicono che nessun paese ha ancora raggiunto la piena parità, ma alcuni si sono avvicinati molto più di altri. La domanda che mi sono posta è: cosa fanno di diverso? E cosa possiamo replicare, anche su scala ridotta?

Tre strategie che funzionano davvero

Analizzando i modelli dei paesi nordici, emergono tre elementi ricorrenti che vale la pena considerare anche per chi, come noi, opera in contesti aziendali più piccoli ma non per questo meno ambiziosi.

Trasparenza salariale e monitoraggio continuo

In Islanda, dal 2018, le aziende con più di 25 dipendenti devono dimostrare di garantire parità retributiva tra uomini e donne a parità di mansione. Non basta dichiararlo: serve certificarlo.

Questo approccio ha portato risultati concreti perché introduce un sistema di responsabilità e verifica. In Elettrica Rogeno abbiamo scelto di adottare criteri di equità retributiva monitorati attraverso indicatori specifici, assicurandoci che le nostre politiche retributive siano coerenti con i principi che dichiariamo. Sappiamo che le nostre retribuzioni superano del 28% i minimi contrattuali, ma il punto non è solo “pagare di più”: è garantire che questo avvenga in modo equo, indipendentemente dal genere.

Welfare familiare strutturato e condiviso

I paesi nordici hanno costruito sistemi di welfare che accompagnano le persone nelle diverse fasi della vita: dalla genitorialità al rientro al lavoro, fino alla cura di familiari. Asili nido accessibili, congedi parentali equi per entrambi i genitori e politiche di flessibilità lavorativa non sono benefit occasionali, ma diritti integrati nel tessuto sociale.

Anche in una PMI come la nostra, possiamo applicare questo principio: modalità di lavoro flessibili, come l’orario estivo, procedure chiare per la gestione della genitorialità e un piano welfare strutturato sono strumenti concreti che aiutano le persone a conciliare vita personale e professionale senza penalizzazioni di carriera.

Rappresentanza e cultura del merito

Nei paesi con migliore performance nel Global Gender Gap Index, la presenza femminile in posizioni decisionali non è frutto del caso, ma di politiche attive: quote di genere in parlamento, nei consigli di amministrazione, nei ruoli apicali aziendali. L’obiettivo non è “favorire le donne”, ma assicurare che il talento non venga ostacolato da barriere invisibili legate al genere.

In Elettrica Rogeno il percorso è iniziato molto prima che la parità di genere diventasse un tema centrale nel dibattito pubblico: già nel 2009 il nostro fondatore Mario Corti scelse di avere una donna imprenditrice come socia, in un settore come il fotovoltaico tradizionalmente a prevalenza maschile. Oggi continuiamo su quella strada, adottando processi di selezione che garantiscono una rosa di candidati equilibrata e formazione sui bias cognitivi che possono influenzare inconsapevolmente le nostre scelte.

Continuità e coerenza: le chiavi del cambiamento

Un aspetto spesso sottovalutato quando si parla di parità di genere è la continuità. I risultati dei paesi nordici non sono frutto di singole iniziative sporadiche, ma di politiche coerenti portate avanti nel tempo, con monitoraggio costante e capacità di adattamento. Questa lezione vale anche per le imprese: non basta una policy scritta, serve un impegno quotidiano, misurabile e verificabile.

Per questo in Elettrica Rogeno abbiamo istituito un Comitato Guida per la parità di genere e adottato la certificazione UNI/PdR 125:2022, che ci permette di monitorare i nostri progressi attraverso indicatori specifici. Non si tratta di un traguardo raggiunto una volta per tutte, ma di un percorso che richiede attenzione costante. Ogni anno misuriamo l’accesso alla formazione, la distribuzione dei ruoli, i percorsi di crescita professionale, perché sappiamo che solo ciò che viene misurato può essere davvero migliorato.

La copertina del documento Global Gender Gap Report 2025

Cosa possiamo replicare in Italia

Leggere il Global Gender Gap Index non significa solo guardare alle classifiche, ma capire dove intervenire. Un Paese, o un’azienda, può eccellere in un’area, come l’accesso all’istruzione, e restare indietro in un’altra, come la rappresentanza femminile nei ruoli dirigenziali o la riduzione del divario retributivo. Proprio per questo i report internazionali sono utili: evidenziano i punti deboli su cui concentrare interventi mirati.

Anche in una realtà locale come la nostra, radicata nel territorio lecchese, nell’alta Brianza e nel basso comasco, possiamo fare la differenza adottando strategie che funzionano altrove e adattandole al nostro contesto. Ecco alcuni passi concreti che ogni azienda può compiere:

Adottare criteri trasparenti per la valutazione delle performance e delle retribuzioni, evitando che fattori soggettivi penalizzino alcune categorie di lavoratori.

Investire in formazione continua accessibile a tutti, assicurandosi che donne e uomini abbiano pari opportunità di sviluppo professionale.

Promuovere il linguaggio inclusivo nella comunicazione interna ed esterna, perché le parole che usiamo contribuiscono a costruire – o smontare – stereotipi.

Supportare concretamente la genitorialità, non solo a parole ma con strumenti reali: flessibilità, congedi equi, supporto al rientro dopo periodi di assenza.

La parità di genere è un vantaggio competitivo

Guardare ai modelli virtuosi non significa copiare pedissequamente politiche pensate per contesti diversi, ma capire i principi che le rendono efficaci e adattarli alla propria realtà. I paesi nordici ci insegnano che la parità di genere non è solo una questione etica, ma anche economica: aziende e società più inclusive sono più innovative, attraggono talenti migliori, rispondono meglio ai cambiamenti.

Per una PMI come Elettrica Rogeno, impegnata nel settore delle energie rinnovabili e della sostenibilità ambientale, la coerenza passa anche dalla sostenibilità sociale. Non possiamo parlare di futuro sostenibile se non includiamo, in questa visione, la valorizzazione delle differenze e la creazione di opportunità reali per tutti.

La strada verso la parità è ancora lunga, anche per i paesi che oggi guidano le classifiche internazionali. Ma ogni passo conta: dalla trasparenza sulle retribuzioni al supporto concreto alle famiglie, dall’attenzione al linguaggio alla formazione continua. E ogni azienda, per quanto piccola, può contribuire a costruire un futuro più equo.

Guardare ai modelli virtuosi non è imitazione passiva, ma ispirazione attiva. È scegliere di imparare da chi ha già percorso parte della strada, per tracciare il nostro percorso con maggiore consapevolezza. Perché la parità di genere non si raggiunge con un singolo intervento, ma con scelte quotidiane coerenti.

E tu, nella tua realtà, quale passo potresti compiere già da domani?

Clicca oltre per  scaricare senza alcun costo il Global Gender Gap Report 2025 dal sito del World Economic Forum.

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