Rendiconto di Genere INPS 2025

Rendiconto di Genere INPS 2025: i dati che chiedono un cambio di passo

  • 27 Feb 2026

Il quadro che emerge dall’analisi della partecipazione femminile al mercato del lavoro italiano richiede una riflessione profonda e non più rinviabile. Il terzo Rendiconto di Genere del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’INPS, presentato a Roma il 24 febbraio scorso, offre una fotografia impietosa ma necessaria della distanza che ci separa da un’equità sostanziale.

Mi chiamo Alessandra Negri e in Elettrica Rogeno mi occupo di risorse umane, amministrazione e comunicazione; all’interno della rubrica “Parità e inclusione” seguo da vicino questi temi perché crediamo che la consapevolezza sia il primo e fondamentale motore di cambiamento.

I numeri del divario: retribuzioni, cura e impatto sulle pensioni

I dati diffusi dall’INPS nel “Rendiconto di Genere 2025” evidenziano come le condizioni di svantaggio per le donne attraversino l’intero arco della vita professionale e personale.

Il primo paradosso risiede nel percorso di studi: nel 2024 le donne hanno superato gli uomini sia tra i diplomati (52,6%) che tra i laureati (59,4%). Ciononostante, questo primato formativo stenta a tradursi in opportunità di carriera equivalenti o in ruoli apicali, dove le donne rappresentano solo il 21,8% dei dirigenti e il 33,1% dei quadri.

Scendendo nel dettaglio, emergono tre nodi critici fondamentali.

Il divario retributivo: Nel settore privato le lavoratrici percepiscono stipendi inferiori di oltre 25 punti percentuali rispetto ai colleghi maschi. Una forbice determinata da carriere più discontinue, da un’alta incidenza di part-time involontario (che riguarda il 13,7% delle occupate contro il 4,6% degli uomini) e da una concentrazione nei settori a minor remunerazione.

Lo sbilanciamento nei carichi di cura: Il lavoro di assistenza familiare resta in larga parte sulle spalle delle donne. I dati sui congedi parentali utilizzati nel 2024 sono indicativi: 15,4 milioni di giornate fruite dalle madri a fronte di appena 2,8 milioni da parte dei padri. Un divario accentuato anche dalla carenza strutturale di asili nido sul territorio nazionale.

L’effetto sulle pensioni: Le penalizzazioni accumulate durante gli anni lavorativi si riflettono in modo diretto sulla vita da pensionate. Nel lavoro dipendente privato, gli assegni delle pensioni di vecchiaia per le donne sono inferiori del 44,2% rispetto a quelli degli uomini, mentre le pensioni anticipate registrano un gap del 25,1%, a dimostrazione di quanto sia difficile per le lavoratrici maturare continuità contributiva.

Potenzialità e il ruolo della responsabilizzazione aziendale

Leggere questi dati può generare un senso di sfiducia, soprattutto di fronte alle stime che ipotizzano tempi secolari per il raggiungimento di una piena parità. Tuttavia, il report mette in luce anche le leve su cui agire. La crescita di sensibilità attorno agli strumenti di monitoraggio e la maggiore propensione a denunciare situazioni di disparità o violenza dimostrano che la società civile e il mondo del lavoro stanno progressivamente alzando il livello di attenzione.

Come azienda del territorio, in Elettrica Rogeno tocchiamo con mano quanto le scelte organizzative interne possano fare la differenza: offrire stabilità contrattuale (con il 96% di contratti a tempo indeterminato), retribuzioni eque e un piano welfare orientato al benessere delle persone rappresenta il nostro contributo quotidiano per contrastare la precarietà e valorizzare il merito.

Guardare al futuro con fiducia e proattività

La fotografia scattata dall’INPS nel “Rendiconto di Genere 2025” non deve essere vista come una condanna, ma come una chiamata all’azione per istituzioni, imprese e famiglie. Il divario di genere non è un destino ineluttabile: è il risultato di strutture culturali e organizzative che possiamo (e dobbiamo) innovare.

Guardando alle bambine e alle giovani di oggi, il mio augurio di HR Manager e di donna è di non cedere alla rassegnazione dei numeri. Con politiche di welfare adeguate, una reale condivisione dei carichi familiari e un’imprenditoria capace di scommettere sul talento senza pregiudizi, possiamo accelerare il passo e costruire un futuro in cui l’equità sia una realtà consolidata per tutti.

Fonte: Inps.it

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